Le celle di carico tipo “S” sono trasduttori progettati per rilevare forze applicate lungo il proprio asse sia in trazione sia in compressione. La particolare geometria del corpo permette di installare la cella tra due punti di collegamento e di sottoporla a sollecitazioni nelle due direzioni.
Quando viene applicato il carico, il corpo della cella subisce una deformazione elastica controllata. Questa deformazione viene convertita in un segnale elettrico, successivamente elaborato dal sistema di lettura dedicato. La cella costituisce quindi l’elemento sensibile della misura e deve essere scelta e installata in funzione della prova da eseguire.
Le celle di carico a S sono disponibili con portate da 1 a 50 kN, così da coprire controlli su forze di diversa entità. Le portate da 1, 2 e 5 kN sono adatte a prove nelle quali i carichi previsti sono più contenuti, mentre le versioni da 10, 20 e 50 kN rispondono alle esigenze di controllo su componenti, collegamenti e assemblaggi sottoposti a sollecitazioni più elevate.
La scelta della portata deve essere effettuata considerando il carico massimo previsto durante la prova e non soltanto il valore normalmente applicato. Nei controlli di rottura, distacco o cedimento possono infatti verificarsi picchi superiori alla forza media, che devono rimanere entro il campo ammesso dalla cella.
È consigliabile mantenere un margine adeguato rispetto alla portata massima, evitando al tempo stesso di scegliere una cella eccessivamente sovradimensionata. Una portata coerente con le forze effettivamente da misurare permette di utilizzare meglio il campo disponibile e di ottenere informazioni più significative durante il controllo.
Al crescere della portata aumentano anche le dimensioni del corpo e degli attacchi, necessari per sostenere carichi superiori. Nella scelta devono quindi essere valutati anche lo spazio disponibile, la geometria dell’attrezzatura e il sistema di collegamento utilizzato per trasferire la forza alla cella.
Per ottenere risultati affidabili, il carico deve essere applicato lungo l’asse della cella. Forze laterali, disallineamenti, flessioni o torsioni possono influenzare la misura e sottoporre il sensore a sollecitazioni diverse da quelle previste. Anche i tiranti, gli adattatori e gli elementi di fissaggio devono essere dimensionati correttamente rispetto alla portata e mantenere il campione allineato durante la prova.
Nelle misure in trazione, la cella viene collegata alle due estremità e sottoposta a una forza che tende ad allungarla. Nelle prove di compressione, il carico viene applicato nella direzione opposta, mantenendo comunque la sollecitazione lungo l’asse del sensore.
Questa configurazione rende le celle tipo “S” adatte a prove di rottura, distacco, inserimento, estrazione e verifica della resistenza di componenti o collegamenti. Quando l’applicazione richiede esclusivamente misure in compressione, è possibile valutare le celle di carico tonde tipo “R”, progettate specificamente per questa direzione di carico.
Applicazioni
- Prove di forza in trazione e compressione
- Controllo del carico di rottura di campioni e componenti
- Prove di distacco, strappo e cedimento
- Verifica della resistenza di giunzioni e assemblaggi
- Prove di trazione su cavi, funi, catene, nastri e tiranti
- Controllo della forza di compressione su molle ed elementi elastici
- Misura della forza di inserimento ed estrazione
- Verifica di accoppiamenti, fissaggi e collegamenti meccanici
- Controllo della forza sviluppata da cilindri e attuatori
- Prove su componenti e strutture sottoposti a carichi medio-alti
- Controlli di precisione in laboratorio e in ambito industriale
- Attività di collaudo, ricerca e controllo qualità
FAQ – Celle di carico tipo “S”
Che cos’è una cella di carico tipo “S”?
È un trasduttore di forza con corpo sagomato a “S”, progettato per rilevare carichi applicati lungo il proprio asse sia in trazione sia in compressione.
La cella tipo “S” può misurare in entrambe le direzioni?
Sì. Può essere utilizzata sia per forze che tendono ad allungare la cella sia per carichi applicati in compressione.
Quali portate sono disponibili?
La gamma comprende portate da 1, 2, 5, 10, 20 e 50 kN, permettendo di scegliere la cella in funzione della forza massima prevista.
Come si sceglie la portata corretta?
La portata deve essere superiore al carico massimo previsto, includendo eventuali picchi generati durante rotture, distacchi o cedimenti. È opportuno mantenere un margine adeguato senza sovradimensionare eccessivamente la cella.
Perché non conviene scegliere sempre la portata più alta?
Una cella con portata molto superiore rispetto alle forze da controllare non consente di sfruttare al meglio il campo di misura. La scelta deve quindi essere proporzionata all’applicazione reale.
Come deve essere applicata la forza?
Il carico deve essere applicato lungo l’asse della cella, mantenendo correttamente allineati i punti di collegamento e il campione.
Cosa può succedere se la cella viene caricata lateralmente?
Forze laterali, flessioni o torsioni possono influenzare il risultato e sottoporre il sensore a sollecitazioni non previste, con il rischio di danneggiarlo.
Le dimensioni sono uguali per tutte le portate?
No. Le dimensioni del corpo e degli attacchi aumentano con la portata, perché le versioni destinate ai carichi superiori devono sopportare sollecitazioni più elevate.
La cella tipo “S” può essere utilizzata per prove di rottura?
Sì. È adatta alla misura del carico massimo raggiunto durante prove di rottura, distacco o cedimento, purché la portata sia adeguata al picco previsto.
Può essere impiegata per prove su cavi e tiranti?
Sì. Le celle a S possono essere inserite lungo l’asse di trazione per controllare la forza applicata a cavi, funi, catene, nastri e tiranti.
Qual è la differenza rispetto a una cella tonda tipo “R”?
La cella tipo “S” può lavorare sia in trazione sia in compressione. La cella tonda tipo “R” è invece progettata per le sole misure in compressione.
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