I blocchetti di riscontro per verifica degli strumenti di misura sono strumenti indispensabili per il controllo in laboratorio metrologico, reparto qualità e officina. La loro accuratezza dimensionale consente di verificare l’affidabilità di calibri, micrometri e comparatori nel tempo. Utilizzare blocchetti tarati assicura uniformità tra le misure, riducendo il rischio di errori e migliorando la gestione degli strumenti durante le verifiche interne e in fase di audit.
I blocchetti di riscontro rientrano negli strumenti di controllo dimensionale, che devono essere considerati come parte di un sistema di misura coerente in cui strumenti, metodo e verifiche lavorano insieme per supportare decisioni affidabili.
🎧 Ascolta il nostro podcast sulla funzione dei blocchetti di riscontro nel controllo dimensionale industriale: consigli operativi e casi reali.
Puntata del Podcast sul ruolo dei blocchetti di riscontro nel controllo dimensionale.
Perché si chiamano blocchetti Johansson (o “Johnson”)?
Quando in reparto o in laboratorio si sente dire “blocchetto Johnson”, quasi sempre si intende lo stesso oggetto: i blocchetti Johansson, dal nome dell’ingegnere svedese Carl Edvard Johansson, che ha reso standard l’uso di campioni di lunghezza combinabili per ottenere misure ripetibili. La forma “Johnson” è un errore molto comune (soprattutto nel parlato), ma nelle specifiche tecniche e nelle norme troviamo quasi sempre la dicitura Johansson o blocchetti di riscontro.
In Italia vengono anche chiamati blocchetti pianparalleli perché le superfici di misura sono lavorate con requisiti metrologici stringenti di planarità e parallelismo. In pratica: Johansson / Johnson / pianparalleli sono modi diversi con cui le aziende indicano i blocchetti usati come riferimento per verificare strumenti come calibri, micrometri e comparatori.

Funzione dei blocchetti di riscontro nella pratica
I blocchetti di riscontro forniscono lunghezze nominali con elevata accuratezza, grazie a superfici di misura con requisiti metrologici specificati. Sono il riferimento per mantenere coerente il sistema di misura aziendale.
Il fenomeno del wringing
Tra le caratteristiche fondamentali vi è la possibilità di accoppiare più blocchetti tramite adesione molecolare controllata, fenomeno noto come wringing. Questo consente di creare lunghezze intermedie utili, ad esempio, nella verifica di micrometri o calibri in uso quotidiano.
Classi di precisione secondo UNI EN ISO 3650
Secondo la normativa UNI EN ISO 3650, i blocchetti si distinguono per classi K, 0, 1 e 2.
Le classi 1 e 2 sono le più diffuse in officina e reparto qualità, mentre K e 0 trovano impiego in laboratorio metrologico.
Materiali più utilizzati
I blocchetti sono disponibili in diversi materiali, ciascuno con vantaggi specifici. L’acciaio è molto diffuso per il suo buon compromesso tra durezza e planarità, ma necessita di protezione costante contro ossidazione. I blocchetti in ceramica sono particolarmente indicati nei contesti dove si desidera stabilità termica e resistenza all’usura. Per ambienti di officina soggetti a sollecitazioni meccaniche, i modelli in carburo di tungsteno, molto resistenti all’usura.
I blocchetti di riscontro rientrano tra gli strumenti per il controllo dimensionale, utilizzati per mantenere coerente il sistema di misura aziendale
Proprio perché materiali e classi di precisione rispondono a esigenze diverse, SAMA Tools mette a disposizione una gamma completa di blocchetti di riscontro, pensata per l’uso in officina, laboratorio qualità e verifiche intermedie sugli strumenti di misura.
Sono disponibili set di blocchetti in acciaio, ceramica e metallo duro, in diverse classi di precisione e configurazioni, per consentire una scelta coerente con le tolleranze da controllare e con l’ambiente operativo.

Come scegliere blocchetti di riscontro certificati
La scelta dei blocchetti di riscontro deve essere coerente con le tolleranze che si intende controllare e con l’ambiente operativo in cui verranno utilizzati. Non tutti i blocchetti pianparalleli sono adatti a ogni applicazione: classe di precisione, materiale e certificazione devono essere valutati con attenzione.
Le classi K e 0 sono tipicamente destinate a laboratori metrologici con requisiti elevati di incertezza. Le classi 1 e 2 sono invece più diffuse in officina e nei reparti qualità, dove vengono impiegate per verifiche intermedie su calibri, micrometri e comparatori.
Un aspetto fondamentale riguarda la certificazione. I blocchetti Johansson devono essere accompagnati da un certificato di taratura con tracciabilità metrologica riconosciuta. Questo documento attesta la conformità alle specifiche dimensionali e consente di dimostrare, in caso di audit ISO 9001 o verifiche interne, che i riferimenti utilizzati sono affidabili.
Nella scelta è inoltre opportuno considerare:
- frequenza di utilizzo
- condizioni ambientali (temperatura, umidità)
- tipo di strumenti da verificare
- livello di incertezza richiesto
Valutare questi aspetti permette di acquistare blocchetti pianparalleli coerenti con il proprio sistema di misura, evitando sovradimensionamenti inutili o, al contrario, campioni non adeguati
Uso corretto e condizioni ambientali
I blocchetti devono essere utilizzati in ambienti controllati, con temperatura intorno ai 20 °C e umidità stabilizzata. Prima dell’uso è cruciale attendere che il blocchetto e lo strumento da verificare siano alla stessa temperatura. La pulizia è un passaggio fondamentale: polvere o residui oleosi possono compromettere le superfici e la precisione della verifica.
Utilizzando panni non abrasivi e solventi neutri, si assicura la corretta adesione tra blocchetti e superfici. Dopo l’uso, ogni blocchetto va pulito e riposto nel suo alloggiamento, preferibilmente su supporti in legno o plastica, con protezione anticorrosiva se in acciaio.
Verifica pratica degli strumenti di misura
I blocchetti di riscontro trovano applicazione quotidiana nella verifica di strumenti come calibri digitali, micrometri e comparatori. Un esempio comune è la verifica intermedia di un calibro in reparto: posizionando il blocchetto nel punto di misura e confrontando il valore indicato dallo strumento, si può rilevare immediatamente una deviazione che richiede taratura o messa a punto dello strumento.
Questo tipo di verifica, anche se non sostituisce la taratura ufficiale, serve a mantenere lo strumento sotto controllo tra una taratura e l’altra (verifica intermedia), importante per chi gestisce molteplici strumenti di misura con differenti scadenze e utilizzi.
Procedura operativa consigliata
1. Pulire accuratamente sia il blocchetto che lo strumento da controllare.
- Effettuare una prova di adesione (wringabilità) tra due blocchetti.
- Posizionare il blocchetto o i blocchetti coesi nel punto di controllo.
- Confrontare la lettura dello strumento con la dimensione del blocchetto.
- Registrare eventuali scostamenti in base ai limiti ammessi.
Soprattutto in fase di audit ISO 9001, il responsabile qualità deve poter dimostrare che lo strumento è stato verificato regolarmente con campioni appropriati. I blocchetti rappresentano quindi un elemento fondamentale nella gestione delle apparecchiature di misura.
Taratura dei blocchetti di riscontro
Per mantenere l’affidabilità del sistema di misura, i blocchetti devono essere sottoposti a taratura periodica presso laboratori accreditati. Questo processo consiste nel confronto dei blocchetti rispetto a campioni già tarati e incertezza definita. La periodicità dipende da utilizzo, classe del blocchetto e ambiente operativo.
Ogni blocchetto deve essere provvisto di certificato di taratura ufficiale, con tracciabilità alle unità di misura di riferimento. Il certificato deve essere conservato e associato al blocchetto stesso, soprattutto in ambienti soggetti a controlli qualità.
Buone pratiche e manutenzione base
Una corretta manutenzione assicura durabilità dei blocchetti e affidabilità delle verifiche. Ecco alcune buone pratiche:
- Conservare i blocchetti a temperatura stabile, in condizioni asciutte.
- Manipolarli con guanti per evitare residui organici.
- Applicare olio protettivo se il materiale è sensibile alla corrosione (es. acciaio).
- Controllare regolarmente usura, graffi o urti accidentali.
Un blocchetto visibilmente danneggiato deve essere rimosso dal ciclo di verifica per evitare errori sistematici che si propagano su più strumenti. Questa attenzione è fondamentale anche in una normale gestione interna del parco strumenti.
Perché sono fondamentali nel sistema qualità
I blocchetti di riscontro possono essere utilizzati per la verifica dimensionale di particolari in produzione, ma il loro impiego principale è il controllo dell’affidabilità degli strumenti utilizzati per effettuare queste misurazioni. Sono quindi un elemento centrale nella gestione del sistema di misura aziendale. Chi si occupa di qualità, metrologia o manutenzione strumenti deve considerarli una risorsa strategica per prevenire non conformità.
Le aziende certificate secondo norme ISO 9001, li utilizzano per verifiche intermedie, registrando le operazioni in modo tracciabile. La loro presenza organizzata, con tarature aggiornate e uso corretto, trasmette fiducia all’auditor e supporta la conformità del sistema qualità.
Domande frequenti sui blocchetti di riscontro
Che differenza c’è tra blocchetti Johansson e pianparalleli?
Non c’è differenza funzionale: “Johansson” è il nome storico del sistema di campioni di lunghezza, mentre “pianparalleli” descrive la caratteristica geometrica delle superfici di misura.
I blocchetti di riscontro devono essere sottoposti a taratura?
Sì. Per garantire affidabilità e tracciabilità metrologica, devono essere sottoposti a taratura periodica presso laboratori accreditati.
Quale classe scegliere per uso in officina?
Nella maggior parte dei casi, le classi 1 e 2 sono adeguate per verifiche intermedie su calibri e micrometri utilizzati in produzione.
Possono sostituire la taratura ufficiale degli strumenti?
No. I blocchetti vengono utilizzati per verifiche intermedie interne e controllo dell’affidabilità, ma non sostituiscono la taratura ufficiale eseguita da laboratorio accreditato.
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Conclusione
Il blocchetto di riscontro rappresenta un riferimento stabile, ripetibile e semplice da utilizzare nella gestione degli strumenti di misura. Acquistare blocchetti di qualità, mantenerli correttamente e usarli per verifiche intermedie tra una

