Lo spettroradiometro datalogger è uno strumento per l’analisi spettrale della luce nel campo visibile e ultravioletto, progettato per controllare non solo la quantità di luce emessa da una sorgente, ma anche la sua distribuzione spettrale e le grandezze fotometriche, colorimetriche e radiometriche collegate.
Il sistema è composto da un indicatore datalogger con display touchscreen a colori e da sensori di misura intercambiabili, collegati tramite cavo. Questa configurazione permette di scegliere il sensore più adatto alla banda da analizzare: uno per la regione visibile 380…780 nm e uno per la regione ultravioletta 220…400 nm. Ogni sensore dispone del proprio file di calibrazione memorizzato internamente, così da mantenere coerenza tra sonda utilizzata e dati di misura.
Con il sensore per il campo visibile, lo strumento consente di analizzare sorgenti luminose valutando grandezze come illuminamento, temperatura di colore correlata CCT, coordinate tricromatiche, indice di resa cromatica CRI e PAR. È quindi indicato quando serve caratterizzare la qualità della luce, ad esempio in musei, ambienti controllati, sistemi di illuminazione tecnica, coltivazione indoor e applicazioni dove la composizione spettrale della sorgente influisce sul risultato finale.
Con il sensore per il campo ultravioletto, lo strumento permette invece di valutare l’irradiamento spettrale e gli irradiamenti UVA, UVB e UVC. Questa configurazione è adatta per controlli su sorgenti UV utilizzate in sterilizzazione, disinfezione, fototerapia, trattamenti tecnici, processi industriali e verifiche dove è importante distinguere le diverse componenti della radiazione ultravioletta.
L’ottica di ingresso con diffusore in quarzo opalino contribuisce alla correzione secondo la legge del coseno, mentre il principio di misura basato su reticolo di diffrazione in trasmissione permette di acquisire lo spettro della sorgente e calcolare le grandezze derivate. Lo strumento può lavorare con diverse modalità operative: acquisizione singola, acquisizione continua con salvataggio, monitoraggio continuo senza salvataggio e logging a intervalli programmati.
La memoria interna, la possibilità di utilizzare micro SD o chiavetta USB e il collegamento a PC tramite Ethernet o mini USB rendono lo strumento adatto sia a controlli immediati sia a campagne di misura documentate. I dati esportati sono compatibili con i principali software di gestione e analisi, facilitando l’elaborazione successiva delle misure.
Rispetto a un luxmetro o a un radiometro tradizionale, questo strumento è indicato quando non basta conoscere un singolo valore, ma serve comprendere come è distribuita la radiazione lungo lo spettro. È quindi una soluzione più completa per chi deve valutare qualità della luce, resa cromatica, esposizione PAR o componenti UV con un approccio analitico e documentabile.
Applicazioni
- Analisi spettrale della luce nel campo visibile e ultravioletto
- Controllo della qualità della luce in musei, laboratori, ambienti tecnici e impianti di illuminazione
- Valutazione di illuminamento, CCT, coordinate cromatiche, CRI e PAR
- Misure PAR per agricoltura, coltivazione indoor, silvicoltura e applicazioni su crescita vegetale
- Controllo di sorgenti UV per sterilizzazione, disinfezione e processi tecnici
- Verifiche su sorgenti UVA, UVB e UVC in ambito industriale, sanitario e di laboratorio
- Analisi di lampade per fototerapia dermatologica e trattamenti medici con radiazione UV
- Controlli su sorgenti a luce blu utilizzate in applicazioni tecniche e terapie neonatali
- Acquisizione singola, monitoraggio continuo o logging programmato delle misure
- Esportazione dei dati per analisi, archiviazione e documentazione tecnica
FAQ – Spettroradiometro datalogger
A cosa serve uno spettroradiometro datalogger?
Serve ad analizzare la distribuzione spettrale della luce e a calcolare grandezze fotometriche, colorimetriche e radiometriche. È utile quando non basta misurare un valore in lux o in W/m², ma occorre capire la composizione della sorgente luminosa.
Quando scegliere questo strumento rispetto a un luxmetro?
Un luxmetro misura l’illuminamento, mentre uno spettroradiometro permette di analizzare lo spettro della sorgente e ricavare informazioni come CCT, coordinate cromatiche, CRI e PAR. È quindi più indicato quando serve valutare la qualità della luce, non solo la sua intensità.
Lo strumento può misurare anche la radiazione ultravioletta?
Sì, utilizzando il sensore dedicato al campo ultravioletto è possibile analizzare la banda 220…400 nm e calcolare gli irradiamenti UVA, UVB e UVC.
Quali grandezze misura nel campo visibile?
Nel campo visibile lo strumento consente di valutare illuminamento, temperatura di colore correlata CCT, coordinate tricromatiche CIE, indice di resa cromatica CRI e PAR.
A cosa serve la misura PAR?
La misura PAR riguarda la radiazione fotosinteticamente attiva ed è utile per valutare sorgenti luminose impiegate in agricoltura, coltivazione indoor, ricerca vegetale e applicazioni dove la luce incide sui processi fotosintetici.
Perché è importante il CRI?
Il CRI indica la capacità di una sorgente luminosa di rendere correttamente i colori rispetto a una sorgente di riferimento. È una grandezza importante in musei, ambienti espositivi, laboratori, controllo qualità visivo e applicazioni dove la percezione cromatica deve essere controllata.
Le sonde sono intercambiabili?
Sì, il sistema utilizza sensori intercambiabili in funzione della banda spettrale da misurare. Ogni sensore ha il proprio file di calibrazione memorizzato internamente, così da mantenere corretta l’associazione tra sensore e misura.
Quali modalità di misura sono disponibili?
Lo strumento può lavorare in acquisizione singola, acquisizione continua con salvataggio, monitoraggio continuo senza salvataggio e logging a intervalli programmati. Questo permette di adattare la misura sia a controlli rapidi sia a campagne più strutturate.
È possibile salvare ed esportare i dati?
Sì, i dati possono essere memorizzati internamente e gestiti anche tramite micro SD o chiavetta USB. È inoltre possibile collegare lo strumento a PC tramite Ethernet o mini USB.
In quali casi è utile per il controllo nei musei?
È utile per valutare lo spettro delle sorgenti installate, controllare la qualità della luce sugli oggetti esposti e verificare componenti spettrali che possono contribuire al degrado dei materiali sensibili, come alcune emissioni nella zona blu-violetta.
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