La camera da banco per prove Xenon SAXT865 è progettata per eseguire test di invecchiamento accelerato su materiali, rivestimenti e componenti esposti alla luce.
La lampada allo Xenon emette uno spettro ampio che comprende radiazione UV, luce visibile e infrarosso. Questa caratteristica rende la camera adatta a prove in cui non è sufficiente valutare soltanto la componente ultravioletta, ma occorre considerare anche l’effetto della luce visibile sul colore, sulle finiture e sull’aspetto superficiale del campione.
La prova Xenon permette di confrontare il comportamento di materiali diversi in condizioni di esposizione controllate, osservando fenomeni come scolorimento, velature, perdita di brillantezza, screpolature, fessurazioni, sfarinamento e ossidazione. Le ore di test non corrispondono automaticamente a una determinata durata reale del materiale: il risultato deve essere valutato in relazione al ciclo impostato, al filtro scelto e alla caratteristica che si desidera controllare.
Camera Xenon da banco per prove senza spray
La SAXT865 è una camera da banco compatta, indicata per laboratori e reparti qualità che devono eseguire prove Xenon su quantità contenute di pannelli e provini.
Può ospitare fino a 9 campioni standard da 150 × 70 mm. Il sistema catottrico contribuisce a distribuire l’irraggiamento in modo omogeneo nell’area di esposizione, favorendo condizioni più coerenti tra i provini sottoposti allo stesso ciclo.
La camera è pensata per prove Xenon senza funzione spray. Quando il test richiede anche fasi di spruzzatura d’acqua, è disponibile la camera prove Xenon SAXT866, di dimensioni maggiori e dotata di funzione spray programmabile.
Filtri Xenon per simulare differenti condizioni di esposizione
La configurazione standard della SAXT865 prevede il filtro Extended UV, indicato per prove più severe perché lascia passare una quota maggiore di radiazione ultravioletta rispetto a quella normalmente filtrata dall’atmosfera.
Sono disponibili a richiesta anche il filtro Daylight e il filtro Window Glass, selezionabili in funzione del tipo di esposizione da riprodurre o fornibili separatamente per esigenze diverse.
Il filtro Daylight è adatto a prove che riproducono l’esposizione alla luce solare diretta su materiali destinati all’esterno. Il filtro Window Glass permette invece di simulare la luce che attraversa un vetro finestra, utile per valutare superfici, stampe, tessuti, finiture e componenti utilizzati in ambienti interni.
La scelta del filtro è importante perché definisce lo spettro effettivamente applicato al campione e deve essere valutata in base al materiale, all’ambiente di utilizzo e all’obiettivo della prova.
Irraggiamento regolabile e temperatura del pannello nero
Nella camera Xenon SAXT865 l’irraggiamento è regolabile e controllato automaticamente durante il ciclo. Il sistema compensa le variazioni dell’intensità luminosa dovute al naturale decadimento della lampada, contribuendo a mantenere condizioni di esposizione più costanti e confrontabili nel tempo.
Il punto di controllo dell’irraggiamento può essere scelto in base alla prova richiesta e al filtro montato. La regolazione a 340 nm è indicata per materiali destinati all’esterno e per la valutazione delle prestazioni fisiche del materiale. Il controllo a 420 nm è utile per prove su materiali interni e per la valutazione dello sbiadimento. Il controllo sull’intervallo totale da 300 a 400 nm può essere scelto per applicazioni specifiche.
La camera controlla anche la temperatura del pannello nero, regolabile da ambiente +20 °C fino a +90 °C. Il pannello nero viene esposto alle stesse condizioni dei provini e permette di monitorare la temperatura effettiva di esposizione della superficie durante il test.
Programmazione della prova e raccolta dati
Il touch screen consente di impostare irraggiamento, temperatura del pannello nero e durata della prova, visualizzando i valori impostati e quelli rilevati durante il ciclo.
I dati principali vengono registrati e possono essere esportati tramite USB in formato CSV. Questa funzione agevola la documentazione delle prove, il confronto tra cicli diversi e la tracciabilità dei parametri utilizzati nel controllo qualità.
Quando scegliere una camera Xenon
La SAXT865 è indicata quando si desidera una camera Xenon da banco per prove senza spray, con sorgente luminosa a spettro ampio, controllo dell’irraggiamento e possibilità di configurare il filtro in funzione del tipo di esposizione.
Quando la prova richiede una camera Xenon con spray d’acqua e maggiore ingombro, la scelta può orientarsi verso la camera prove Xenon SAXT866.
Per prove basate principalmente sulla componente UV della luce solare, sono disponibili le camere UV fluorescenti. La camera prove UV SAUV852 è una soluzione da banco con tamburo rotante e spray d’acqua, mentre la camera prove UV SAUV856 è indicata per cicli UV più articolati con condensazione, spray, controllo automatico dell’irraggiamento e maggiore capacità di carico.
Applicazioni
- Test Xenon su vernici, rivestimenti e finiture superficiali
- Valutazione dello scolorimento di plastiche, polimeri, gomme e materiali compositi
- Prove su pannelli verniciati, coating protettivi e superfici decorative
- Controllo di materiali destinati a impiego esterno o esposti alla luce solare diretta
- Verifica di materiali, stampe, tessuti e componenti utilizzati in ambienti interni vicino a superfici vetrate
- Confronto tra formulazioni, colori, materiali, cicli di verniciatura e fornitori
- Test su accessori, finiture e componenti per settore moda, lusso, arredo e design
- Ricerca e sviluppo di materiali soggetti a luce, temperatura e invecchiamento fotochimico
FAQ – Camera da banco per prove Xenon
Che cos’è una camera Xenon?
Una camera Xenon utilizza una lampada allo Xenon per sottoporre materiali e rivestimenti a una sorgente luminosa che comprende UV, luce visibile e infrarosso. Serve a valutare il comportamento dei campioni durante prove di invecchiamento accelerato.
A cosa serve un test Xenon?
Il test Xenon serve a confrontare il comportamento di materiali, colori, rivestimenti e finiture esposti alla luce. Può evidenziare scolorimento, perdita di brillantezza, variazioni di aspetto, screpolature e altre alterazioni superficiali.
La SAXT865 è una camera Xenon da banco?
Sì. La SAXT865 è una camera compatta da banco, indicata per prove su quantità contenute di pannelli e provini.
La SAXT865 dispone della funzione spray?
No. La SAXT865 è progettata per prove Xenon senza spray. Per cicli che richiedono anche spruzzatura d’acqua è disponibile la SAXT866.
A cosa serve il filtro Extended UV?
Il filtro Extended UV lascia passare una quota maggiore di radiazione ultravioletta rispetto a quella normalmente filtrata dall’atmosfera. È utile quando occorre impostare un’esposizione più severa e accelerata.
Sono disponibili altri filtri per la SAXT865?
Sì. Oltre al filtro Extended UV fornito nella configurazione standard, sono disponibili il filtro Daylight e il filtro Window Glass. La scelta dipende dal tipo di luce che si desidera riprodurre sul campione.
Qual è la differenza tra filtro Daylight e Window Glass?
Il filtro Daylight è indicato per simulare la luce solare diretta su materiali destinati all’esterno. Il filtro Window Glass riproduce invece la luce filtrata attraverso un vetro finestra, utile per materiali e finiture utilizzati in ambienti interni.
L’irraggiamento della SAXT865 è regolabile?
Sì. L’irraggiamento può essere impostato e controllato automaticamente durante la prova. Il sistema compensa le variazioni di intensità della lampada per mantenere condizioni di esposizione più costanti.
A cosa serve la temperatura del pannello nero?
La temperatura del pannello nero rappresenta un riferimento per monitorare la temperatura di esposizione della superficie dei provini durante il ciclo Xenon.
Quanti provini può ospitare la camera?
La SAXT865 può ospitare fino a 9 campioni standard da 150 × 70 mm.
La camera registra i dati della prova?
Sì. I dati principali della prova vengono raccolti e possono essere esportati tramite USB in formato CSV.
Le ore di esposizione nella camera Xenon indicano la vita utile reale del materiale?
No. La prova Xenon sottopone il campione a condizioni luminose e termiche controllate per accelerare l’osservazione di possibili fenomeni di degrado, ma non consente di tradurre direttamente il numero di ore del ciclo in un equivalente periodo di utilizzo reale. L’interpretazione dipende dal materiale, dal filtro utilizzato, dai parametri impostati e dal criterio di valutazione previsto.
Come si interpretano i risultati di una prova Xenon con SAXT865?
Dopo il ciclo Xenon, il campione può essere confrontato con un provino di riferimento o non esposto per verificare soprattutto la stabilità alla luce. A seconda del materiale, si possono valutare scolorimento, ingiallimento, perdita di lucentezza, velature, variazioni di aspetto o modifiche della finitura causate dall’esposizione luminosa.
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